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Una visita guidata ai Musei Vaticani nei primi anni ’70 del secolo scorso.
Afferrare e ritenere per sempre da poche parole dell’accompagnatore l’essenza dell’arte, ma ancor più la sottesa storia sociale, un po’ come compiono con grande respiro alcuni professori con le loro lezioni magistrali, alcune in televisione.
Capire, meglio, forse, perché “Tempesta” di Giorgione, “Adamo ed Eva cacciati dall’Eden” di Masaccio, “Guidoriccio da Fogliano” di Simone Martini da sempre mi affascinino in modo particolare.
E dal vivo ho visto solo la Cappella Brancacci.
Per le prime due opere é ampiamente riconosciuto, mi pare, un accostamento non arbitrario a “L’urlo” di Munch.
Io aggiungo anche la terza.
Ma lo intendo solo ora.
Ma la Pietà Rondanini di Michelangelo, così moderna, forse perché incompiuta – e su questa impressione conviene il mio erudito amico d’infanzia! -, mi commosse dal vivo quando avevo solo sette anni.
E la Ventimiglia medievale ancora prima aveva già fecondato il seme del mio modesto sentire estetico.
© 2013 Created by alice.

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